specchia travel
martedì 5 agosto 2014
giovedì 13 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
giovedì 15 marzo 2012
Le frittelle del Santo falegname
La fantasiosa storia dei bignè
di San Giuseppe
San Giuseppe frittellaro
tanto bono e tanto caro
tu che sei così potente
d’aiutà la pòra gente
tutti pieni de speranza
te spedimo quest’istanza.
Così ci si rivolgeva al padre putativo di Gesù in occasione della sua festa. Ma perché frittellaro? Tutto risale alla fuga in Egitto. Quando l’angelo lo esorta a scappare rapidamente dalle ire di Erode e a prendere la strada del Nilo, il bravo falegname - carpentiere, come addirittura lo promuove l’agiografia più accreditata - conosce i problemi di miseria ancora oggi vissuti da tantissimi migranti: ingegneri africani o est-europei che si adattano a fare gli operai, letterati costretti ad impegnarsi nella raccolta dei pomodori o dell’uva. Anche Giuseppe deve quindi rinunciare alla sua professione, adattarsi a sbarcare il lunario come meglio può. Qualche suo biografo lo vuole addirittura costretto a mendicare, ma una pia leggenda non confortata da alcun vangelo - non solo dagli ufficiali ma anche dagli apocrifi più noti vuole che il Santo campasse la vita e quella dei suoi cari friggendo frittelle. Da questa ipotesi, peraltro piuttosto fantasiosa, il patrocinio ottenuto da San Giuseppe, oltre che sui falegnami, anche su tutti i venditori di cibo da strada. Un patrocinio raccolto anche da Goethe, in visita a Napoli sul finire del Settecento: «Oggi era anche la festa di San Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli, cioè dei venditori di pasta fritta, beninteso della più scadente qualità… Sulle soglie delle case grandi padelle erano poste su focolari improvvisati. Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio fumante. Un terzo, vicino alla padella, ritraeva con un piccolo spiedo le ciambelle man mano che erano cotte e con un altro spiedo le passava a un quarto che le offriva agli astanti; gli ultimi due garzoni erano ragazzotti con parrucche bionde e ricciute che qui simboleggiano angeli».
Le fonti più accreditate, pur mantenendo l’epiteto di San Giuseppe frittellaro, tendono a capovolgere il procedimento. Non più San Giuseppe facitore di bignè ma i bignè facitori di San Giuseppe. Sarebbe infatti accaduto che all’inizio dell’Ottocento quel
grande gastronomo napoletano che rispondeva al nome di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, insieme con un altro famoso pasticcere, il Pintauro, avesse scoperto che gli antichi romani il 17 marzo celebravano le feste dette Liberalia, incardinate dal punto
di vista mangereccio su frittelle di frumento fritte nello strutto e ricoperte di miele. Di qui a trasferire i bignè o zeppole che dir si voglia al 19 di marzo, inevitabilmente abbinandole al culto di San Giuseppe, il passo era breve. Sarebbe quindi stata la Chiesa, fissando la festività a quella data, a creare a San Giuseppe una specie di rendita di posizione, facendone l’erede di un culto pagano.
Un culto che in vari comuni si tinge di tutti i colori della prossima primavera. In molte località - come sul Gargano, con le famose fracchie - si organizzavano imponenti falò, quasi ad archiviare l’inverno e il suo bisogno di riscaldamento artificiale. A Itri, sulle
montagne di Gaeta, i fuochi venivano saltati da bande di ragazzini inneggianti a San Giuseppe e alle sue zeppole. Le galline avevano ricominciato a fare le uova: perché rinunciare a riempire i bignè con la crema? Era un lusso che in quella stagione potevano permettersi anche i poveri. Quei poveri che così pregavano il padre putativo di Gesù:
O gran Santo benedetto
fà che ognuno ciabbia un tetto;
La lumaca affortunata
se lo porta sempre appresso
fa per noi pure lo stesso.
Facce cresce sulla schina
una camera e cucina.
lunedì 12 settembre 2011
Vacanze, il web decreta: conta più "con chi" che "dove" e senza pc
A giudicare dalle conversazioni in Rete, analizzate da Reputation Manager tra luglio e agosto sul tema "vacanze", gli italiani quest'anno si sono orientati su vacanze brevi, spesso frammentate, prediligendo mete italiane - nei racconti degli internauti vanno per la maggiore Toscana per la collina e Puglia per il mare - o le vicine Grecia, Croazia, Spagna e Portogallo.
Una tendenza che ha premiato il web come canale privilegiato sia in fase di pianificazione che di prenotazione della vacanza. Prima di partire, infatti, tantissimi utenti si sono rivolti ai loro amici virtuali sui forum, per scambiarsi consigli su località e metodi per risparmiare, ricevendo in cambio puntuali segnalazioni sui siti che permettono di reperire le offerte a seconda delle varie esigenze.
Il pc però non sembra essere altrettanto apprezzato come oggetto e passatempo estivo, anzi molti italiani dichiarano di abbandonarlo prima della partenza e ritrovarlo solo al loro rientro, perché lo associano a una situazione di staticità e lavoro.
Una volta scelta la meta è frequente l'abitudine di condividerla in rete pubblicando le immagini dei luoghi che si visiteranno, producendo così carrellate di foto ancora prima di partire, oltre che durante e dopo.
Ma più che alla destinazione, gli italiani che dialogano in rete appaiono molto interessati alla scelta dei compagni di viaggio. Il dibattito più frequente riguarda la decisione, agognata dagli uomini e condannata dalle donne, di partire da soli o con gli amici anziché con il/la partner.
Per quanto riguarda il comportamento dei vacanzieri, il luogo di principale osservazione di comportamenti e abitudini resta la spiaggia, in particolare quella libera, che sembra essere vissuta più come luogo d'incontro e relazione che come occasione di attività fisica o di relax al sole. Forse per questo motivo i giudizi più netti sono espressi sul look: bocciati gli slip per gli uomini e il trucco per le donne.
Un chiodo fisso degli italiani sotto l'ombrellone è anche l'alimentazione: cosa mangiare in spiaggia? Si scelgono per lo più spuntini a base di frutta e verdura per idratarsi e contrastare il caldo.
Per quanto riguarda poi l'organizzazione delle giornate, in prima linea ci sono mamme e amanti degli animali, che si preoccupano e discutono online di come intrattenere i loro "cuccioli" in spiaggia.
Una tendenza che ha premiato il web come canale privilegiato sia in fase di pianificazione che di prenotazione della vacanza. Prima di partire, infatti, tantissimi utenti si sono rivolti ai loro amici virtuali sui forum, per scambiarsi consigli su località e metodi per risparmiare, ricevendo in cambio puntuali segnalazioni sui siti che permettono di reperire le offerte a seconda delle varie esigenze.
Il pc però non sembra essere altrettanto apprezzato come oggetto e passatempo estivo, anzi molti italiani dichiarano di abbandonarlo prima della partenza e ritrovarlo solo al loro rientro, perché lo associano a una situazione di staticità e lavoro.
Una volta scelta la meta è frequente l'abitudine di condividerla in rete pubblicando le immagini dei luoghi che si visiteranno, producendo così carrellate di foto ancora prima di partire, oltre che durante e dopo.
Ma più che alla destinazione, gli italiani che dialogano in rete appaiono molto interessati alla scelta dei compagni di viaggio. Il dibattito più frequente riguarda la decisione, agognata dagli uomini e condannata dalle donne, di partire da soli o con gli amici anziché con il/la partner.
Per quanto riguarda il comportamento dei vacanzieri, il luogo di principale osservazione di comportamenti e abitudini resta la spiaggia, in particolare quella libera, che sembra essere vissuta più come luogo d'incontro e relazione che come occasione di attività fisica o di relax al sole. Forse per questo motivo i giudizi più netti sono espressi sul look: bocciati gli slip per gli uomini e il trucco per le donne.
Un chiodo fisso degli italiani sotto l'ombrellone è anche l'alimentazione: cosa mangiare in spiaggia? Si scelgono per lo più spuntini a base di frutta e verdura per idratarsi e contrastare il caldo.
Per quanto riguarda poi l'organizzazione delle giornate, in prima linea ci sono mamme e amanti degli animali, che si preoccupano e discutono online di come intrattenere i loro "cuccioli" in spiaggia.
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